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Il ritorno di Porco Rosso?

Cominciano a circolare delle voci che mi stanno riempiendo di felicità, dal momento che sembra che il grande maestro dell’animazione Hayao Miyazaki stia seriamente prendendo in considerazione l’ipotesi di dare un seguito ad uno dei suoi film forse meno conosciuti ma bellissimo: Porco Rosso!

Il protagonista del film è Marco Pagot, un asso dell’aviazione militare italiana che, in seguito ad un misterioso incidente durante la Prima Guerra Mondiale, al quale sopravvive miracolosamente, assume per magia l’aspetto di un maiale antropomorfo. Abbandona dunque l’aeronautica e la vita mondana (compreso l’amore per Gina, la bella cantante di un night club allestito su un’isoletta dell’Adriatico e frequentato da contrabbandieri) e si ritira sulla costa dalmata, guadagnandosi da vivere con le taglie poste sui pirati dell’aria che combatte con il suo monoplano dipinto di rosso (da cui il soprannome "Porco Rosso"). Il film segue le sue avventure tra l’Istria e Milano, in un’Italia immaginaria (ma non tanto) mostrata attraverso splendide vedute aeree, nel conflitto con un pilota americano (Donald Curtis), con i pirati e con il fascismo e nell’amicizia con una giovanissima meccanica (Fio Piccolo). (Fonte Wikipedia).

Il film si caratterizza per dei bellissimi combattimenti aerei animati magnificamente oltre per i tanti riferimenti, anche paesaggistici, all’Italia.

Il sequel dovrebbe intitolarsi Porco Rosso: The Last Sortie. Porco Rosso questa volta dovrebbe volare a bordo di un Savoia-Marchetti SM.79, un trimotore prodotto dall’azienda italiana Savoia-Marchetti. Hayao Miyazaki vedrà questo aereo per la prima volta nelle prossime settimane, durante una visita che il maestro ha programmato al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle durante una visita programmata.

Speriamo e incrociamo le dita in attesa nell’ennesimo miracolo. Gronk, gronk!

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Partenze

A quest’ora due cari amici Yuza e Michele sono in volo destinazione Giappolandia, il paese dei balocchi per tutti i bambini che, come noi, sognano ancora oggi su anime e manga e sulla cultura, usi e costumi di quella fantastica terra.

Ho già detto in un precedente intervento (Rinunce dolorose) e non è quindi qui il momento di proseguire quel rapporto conflittuale con me stesso ma voglio solamente, sinceramente, ed affettuosamente augurare un immenso

B U O N   V I A G G I O ! ! !

ai due cari esploratori.

Confidiamo in voi (e nei vostri racconti).

😉

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Rinunce dolorose

Viviamo di illusioni, illusioni che molto spesso si materializzano e sono alimentate da noi stessi ma che, diverse altre volte, sono invece trasmesse e nutrite dagli altri.
Come quando ti dicono (e ti dici) che tutto sommato il lavoro che hai scelto avrà sì dei lati negativi, ma ti consente anche di prenderti in relativa autonomia e libertà i tuoi spazi, le tue libertà, le tue vacanze.
E tu (io) ci credi e ti ci convinci.

Illusioni.

Ricordo ancora l’entusiasmo quando il viaggio aveva preso forma e programma. Sembrava sì un sogno, ma è come se ogni volta l’obiettivo della mia immaginazione riuscisse a meglio metterlo a fuoco rendendolo sempre più reale e visibile, eliminando i contorni di nebbia e sfuocatura.

Questa volta (molto più di altre volte) la gioia e la bellezza non erano tanto nella meta (e pure ho sempre desiderato di vedere e visitare il Giappone) ma soprattutto nella compagnia, nelle persone con le quali condividere questa esperienza e le emozioni che di conseguenza ognuno di noi avrebbe vissuto. Il bello non era tanto nell’andare in Giappone ma andarci con loro e andarci ora, nel momento in cui siamo ora.

Illusioni.

Ma mentre il sogno veniva sempre più messo a fuoco diventando reale e vicino, gli impegni di lavoro si sono aggiunti, sovrapposti, messi di traverso. Difficile spostarli, impossibile diradare gli inevitabili sensi di colpa contro cui combattere l’ennesima battaglia ben sapendo che parti già battuto, ben sapendo che sarà un’ennesima sconfitta. E il sogno, che sembrava così a portata di mano, torna a farsi lontano, distante e dai contorni incerti.

Ci sarà un’altra volta mi ripeto stancamente, senza esserne convinto realmente, Perché non ci potrà mai essere un’altra *questa* volta. L’attimo, il momento, è per sua stessa definizione ora, temporaneo, unico e irripetibile. Non ci sarà un’altra volta perché noi non saremo gli stessi di ora, e tutto sarà diverso. E l’occasione lasciata sarà, per me, inevitabilmente e totalmente perduta.

Illusioni.

Rimane ancora quel retro gusto amaro di vivere frangenti nei quali si è spettatori della propria vita, e non protagonisti. E non sai se quella parte profonda di te stesso che, come il Piccolo Principe, ha la capacità di vedere “il boa che ha ingoiato l’elefante” saprà superare l’ennesima mortificazione.

Ogni lasciato è perso.

Per sempre.

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Pop, pop, fortissimamente Pop!

No, al contrario di come potrebbe apparire non intendo parlare in questo intervento di musica Pop, ma di una importantissima innovazione introdotta nella piattaforma che qui ci ospita, Live appunto.

Infatti tutti coloro che hanno un account Live hanno automaticamente una casella di posta su Hotmail (da poco diventata Live Mail) che però fino ad ora era consultabile solo via web. A me la consultazione via web della posta non è mai piaciuta per niente: è lenta, scomoda e, soprattutto, non mi va di lasciare la mia corrispondenza alla merce’ di qualche sito internet.

Così ho sempre utilizzato un programma di posta elettronica in modo da scaricarmi in locale, sul computer, tutta la mia corrispondenza elettronica. Per fare questo occorre però che il fornitore della casella di posta supporti il protocollo Pop3 (a meno di ricorrere a preziose utility quale FreePops che però non sempre funzionano causa gli aggiornamenti delle interfacce web di posta elettronica). Ad oggi Google lo supporta, Yahoo lo supporta mentre Hotmail/Live no ma, finalmente, anche Microsoft si è decisa ad aggiornare la propria interfaccia di posta ed ora basta che andiate nelle impostazioni degli account di posta del vostro programma di posta preferito e inserire:

Nome utente: il vostro indirizzo di posta elettronica (ad es. pippo@hotmail.it)

Password: la vostra password di accesso

Server di posta in entrata Pop3: pop3.live.com sulla porta 995 (richiede SSL).

Sono felice 😉

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Quesiti irrisolvibili

Cosa è la vita?

Fino a quando merita di essere vissuta?

Posso decidere quando non me la sento più di vivere?

Possono decidere fino a quando costringermi a vivere e soffrire?

A chi appartiene la vita?

Chi decide quando e come è vita?

Come faccio a sapere quando non vorrò più vivere? Come fanno a saperlo?

Non c’è passato. Non c’è futuro. C’è solo il presente, qui ora.

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Aggiornamento 2009.1

Siamo ormai entrati da un mese nel nuovo anno e, con un po’ di ritardo, arriva l’aggiornamento del blog.

Il silenzio di questo mese è dovuto più che altro ai tanti pensieri che mi si sono accavallati in testa in attesa di essere sistemati e trasposti in scritto. Ma, poi, il tempo passava e il conflitto interiore si intensificava (“Devo scrivere prima questo… no, quest’altro… forse è meglio parlare prima di… questo è collegato all’altro…) tanto che alla fine ho deciso di dare un taglio netto e partire più che altro con una specie di “posologia d’uso”.

Le feste sono passate e digerite nel solito modo, ricche di aspettative e di ansie, poi il frastuono dei bagordi e dei tanti “ponti” passa e come una marea che si ritira lascia sulla spiaggia i resti di tutto ciò che era stato sospinto fino a quel momento dalle onde. Non so di preciso cosa porterà l’anno nuovo, certo è che qualche evento molto particolare dovrebbe avvenire. In una terra lontana lontana…  ma ne parleremo a tempo debito.

La crisi economica mondiale incombe e sembra preannunciare lugubri e nefasti effetti per l’anno appena iniziato. Di solito, però, proprio nei momenti più difficili si dovrebbe tirar fuori il meglio di sé e qualcosa di più, senza adagiarsi e sconsolarsi.

Per quanto riguarda le faccende più strettamente “bloggare” oltre al doveroso aggiornamento di tema vorrei nel 2009 allargare un po’ lo sguardo, visto che fino ad oggi il tema dei post è stato quasi totalmente incentrato sugli eventi quotidiani che vedevano protagonista il sottoscritto. Vorrei aggiungere non solo ciò che mi capita di significativo ma, pur sempre pretendere alcuna velleità da recensore, anche delle note e consigli su ciò che mi è piaciuto vedere, ascoltare, leggere, con il semplice scopo magari di solleticare la curiosità a scoprire quell’opera di qualche paziente lettore.

L’altro piccolo aggiornamento riguarda la sigla del blog, presente come video nel riquadro destro “Video”. So che il titolo è un pochino “fuori tempo massimo” visto il periodo dell’anno ma è una composizione che ho scoperto solo di recente di uno dei miei gruppi preferiti e, visto che è molto bella, l’ho ritenuta un degno inizio per il nuovo anno e comunque adeguata, visto anche quel termine “coriandoli” nel titolo.

Infine un’ultima nota per l’anno nuovo. Il numero 2009 fa una certa impressione. Chi, come me, è stato bambino nella seconda parte degli anni ‘70 e primi anni ‘80 si ricorderà che del 2010 se ne parlava come oggetto di film di fantascienza. Invece ci siamo, ci stiamo arrivando, e intorno non abbiamo macchine volanti, salti iperluce o scomposizioni di materia particolarmente avveniristiche. In compenso è bello continuare a sognare…

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